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alfred schnittke

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Florenz
florenz Das Schnittke Konzert "Nuovi Eventi Musicali" am 11. April 2001 in der Badia Fiesolana

trio jaqueline

Der Traum für die Saison 2002: Schnittkes Requiem in der Badia Fiesolana. Sponsoren gesucht!

Kontakt: Mario Setti

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Buonasera a tutti, benvenuti al penultimo concerto di questa piccola stagione. Vorrei subito dire che all'entrata della sala trovate i programmi di stasera e quelli dell'intera stagione, e anche una scatola, per qualsiasi tipo di offerta, nel caso che il concerto sia di vostro gradimento. Voglio dare subito queste informazioni, come dire, "di servizio", per poter avere ora tutto il tempo e la comodità di dire due parole sul concerto di stasera.

Un concerto forse provocatorio, eccessivo, ma sicuramente denso e intenso, o, se preferite, come mi suggerì il Professor Luciano Alberti mentre discutevamo assieme delle musiche di stasera, un concerto rabbioso. Rabbioso prima di tutto perché le urgenze espressive di questo compositore morto da pochi anni sono assolutamente predominanti e dirette: Massimo Mila scrisse a proposito del quintetto che chiuderà il concerto di stasera:"…una reale fantasia sonora, ancor più che musicale, non manca mai. Questo qui è uno che ha qualcosa da dire. Insomma, non è vero che in URSS la musica moderna sia totalmente soffocata. Almeno finchè non apprenderemo che Schnittke è finito in Siberia, non ci adatteremo a crederlo; e intanto ci piacerebbe che alla sua musica si aprissero le porte dei nostri concerti.".

Non è mia intenzione introdurre ora brano per brano il concerto, anche perché sarebbe impresa ardua, vorrei solo dare qualche spunto, sperando che la musica faccia capire quanto troppe parole sarebbero davvero inutili. Difficile davvero spiegare ora tutti i ripensamenti, i dubbi, lo sforzo che è stato necessario per arrivare a stasera, sforzo sia mio e di Martina (senza la quale mi sarei perso nelle mie indecisioni) che di tutti i musicisti che suoneranno. Schnittke per molti di loro è autore ormai noto e abitualmente presentato, superando tanti ostacoli, nei loro programmi da concerto, cercando di rompere abituali indugi artistici verso la musica contemporanea e la musica russa del novecento in generale.

Forse non è un caso che per il concerto di stasera abbiamo ricevuto più messaggi e sostegno dall'estero che dall'Italia. Il curatore del sito web dedicato a Schnittke, di Amburgo, Walter Fischer, infatti, ci ha scritto queste parole:" In questi tempi, in cui la musica classica è sempre più influenzata dal "Pop business", i direttori artistici pensano che il pubblico possa entusiasmarsi solo per i "Cross-Over-Events". E' quindi magnifico che ci siano dei giovani che non vogliono partecipare alla svendita della cultura, ma che hanno le loro proprie convinzioni e realizzano i loro sogni e progetti nella musica classica. E' cresciuta l'attenzione per la musica di Alfred Schnittke negli ultimi anni, in tutto il mondo. Significa che è arrivato il momento giusto di illustrare le sue opere ad un pubblico sempre più ampio. Credo che così, nel tempo, in tutte le sale da concerto del mondo, sarà apprezzato il valore della musica di Schnittke: ma questo sarà possibile soltanto con un impegno assoluto da parte di tutte le persone che amano e suonano le sue musiche. Sono molto contento che nella cornice della stagione di concerti "Nuovi Eventi Musicali" a Firenze, la musica di Schnittke sia parte di un evento culturale, ed auguro a tutti i partecipanti un caloroso successo.

Un caro saluto a Firenze, Walter Fischer".

Ma non solo: Alexander Ivashkin, grande violoncellista dedicatario di tutte le opere da camera di Schnittke per questo strumento, professore di storia della musica presso l'Università di Londra e autore di una fondamentale biografia sul compositore, sempre in occasione del concerto di stasera ci ha scritto:" Sono felicissimo di essere venuto a conoscenza del vostro concerto, congratulazioni per un programma davvero interessante. Ne informerò anche la signora Irina Schnittke: sono sicuro che sarà contentissima anche lei. E' fantastico che questo concerto dedicato alla musica di Schnittke abbia luogo a Firenze. L'Italia era uno dei paesi preferiti da Alfred. Visitò l'Italia, per l'ultima volta, nel 1993, in occasione del festival "Settembre Musica" di Torino. Mi ricordo di lui mentre guardava i grandi palazzi torinesi, il cielo italiano di un blu particolare che rendeva gioioso ogni momento del suo viaggio. Fu sempre interessato all'Italia, a partire dal suo "Der Sonnengesang", nel quale usa il testo del cantico delle creature di S. Francesco, fino alla sua tarda opera "Gesualdo", dedicata alla vita di Carlo Gesualdo da Venosa, piena delle tipiche inflessioni dolci-amare dei madrigali dello stesso Gesualdo.

C'è una piccola serenità nella drammatica e tragica musica di Schnittke, e i suoi momenti più belli sono collegati alla cultura italiana e alla storia della cristianità. Nutrì sempre il sogno di creare musica per la "Commedia" di Dante, e sentì sempre, come cantica a lui più vicina, il Purgatorio, non il Paradiso. Amava la cultura italiana, come elemento costitutivo di una cultura della memoria, che è così vicina alla mistura di differenti tradizioni, stili ed elementi della sua stessa musica. Spero che agli ascoltatori di stasera piaccia la musica di Schnittke, lui sarebbe felice di esserci, ne sono sicuro. La sua musica parla un linguaggio universale.".

Infine, il primo brano in programma questa sera, il monologo per viola sola, essendo in prima esecuzione in Italia ed essendo ancora manoscritto, ci è stato gentilmente spedito dall'editore Universal di Vienna, con grande disponibilità e gentilezza: ho deciso di farlo vedere anche a tutti voi, affiggendone alcune copie qui intorno, che potrete comodamente osservare durante la breve pausa fra il trio e il quartetto, perché tramite anche solo la vista della scrittura di un compositore si può capire qualcosa, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio musicale. Devo però aggiungere che anche qui da noi qualcosa si è smosso; infatti il Professor dall'Ongaro, direttore di Radio Rai tre, ci ha chiesto di registrare il concerto di stasera, in modo da poterlo mandare in onda questa settimana stessa.

Un concerto quindi, in ogni suo aspetto, dedicato alla musica e alla persona di Alfred Schnittke, così come i brani di chiusura e di apertura sono stati dedicati da Schnittke all'amico Alfred Schlee e alla madre Maria Vogel: di conseguenza vorrei che l'amicizia e la sofferenza che le musiche di stasera porteranno siano presenti anche in queste mie parole, per i musicisti che suoneranno, per tutte le persone che ci hanno aiutato affinchè stasera musica e cultura trovassero il modo di coesistere coerentemente.

Vorrei chiudere con delle parole di Schnittke stesso, tratte da un'intervista a proposito del quintetto e del rapporto con la madre dedicataria del brano, e a proposito del grave ictus che colpì il musicista nel 1985: alla prima domanda Schnittke risponde:" Ho terminato il quintetto nel 1976 e ci volle molto tempo per scriverlo. E' dedicato alla memoria di mia madre, Maria Vogel. Lo iniziai nel 1972 e ricordo di aver scritto il primo movimento molto rapidamente, poi però per tre anni non riuscii a proseguire. Feci tanti tentativi che non mi soddisfacevano e tutti quei materiali accumulati andavano a finire in altre opere (pensi che il mio requiem è costruito con materiali tematici provenienti dal quintetto). Soltanto alla fine del 1976 trovai quello che cercavo, ovvero la continuazione del secondo movimento in forma di valzer. Non il solito valzer, magari poetico o tragico, ma un valzer tetro e stanco, capace di esprimere il rapporto con quell'evento dal quale era partita l'idea dell'intera composizione. A questo punto continuare fu più facile. Il movimento più importante doveva essere per me quello finale, a cui diedi la forma di una passacaglia. Il tema della passacaglia viene suonato nel registro acuto del pianoforte, mentre tutti gli altri temi inferiori sono come un'ombra.". Mentre alla domanda sulla sua salute, Schnittke risponde:" Ho avuto un colpo apoplettico molto grave. Sebbene fossi quasi sempre cosciente, lo ero però solo in superficie. Ci sono venti o ventun giorni dei quali non riesco a ricordare nulla. Era come se mi trovassi in una zona completamente buia con solo qualche raggio di luce. Ricordo un momento particolare, con i volti di due amici che erano venuti a trovarmi, ma tutto il resto era come un sogno; vedevo me stesso e avevo la sensazione di avere un'altra età, di essere bambino, e avevo molto freddo. Mi pareva di essere da qualche parte nell'estremo nord. Avevo anche la strana sensazione di essere stato da poco in contatto con qualcuno morto tanto tempo fa, con mia madre. ". Mi piacerebbe ora, dopo aver letto queste parole sulla figura e sul rapporto con sua madre (rapporto assolutamente conflittuale e rigido in seguito all'autoritarismo materno), citare un brano da una lettera anch'essa scritta ad un genitore severo e freddo, un brano dalla Lettera al Padre di Kafka:" Sposarsi, fondare una famiglia, accettare tutti i figli che possano giungere, provvedere a loro in questo mondo così poco sicuro, dar loro anche qualche direttiva, questo è il traguardo più alto, ne sono convinto, cui può arrivare un uomo. Il fatto che apparentemente molti lo raggiungano con facilità non è una controprova, anzitutto perché in realtà non sono poi in molti a riuscirvi, in secondo luogo questi non-molti non "agiscono", lasciano semplicemente che ciò "accada"; insomma, non è certo la meta ultima, pur essendo qualcosa di grande e di assai degno (soprattutto perché in questo campo l' "agire" e l' "accadere" non sono nettamente divisi). Non si tratta dunque di quel traguardo, ma solo di un avvicinarvisi da lontano, sia pur in modo dignitoso; non è poi necessario volare fino al sole, in fondo basta strisciare sulla terra fino a un posticino pulito dove a volte il sole appaia e ci si possa scaldare un poco".

Non era mia intenzione, come ho già detto, spiegare nel dettaglio e descrivere i brani di stasera, ho voluto solamente trovare e presentare degli stimoli, dei suggerimenti per entrare in un atteggiamento di spirito particolare, nel clima poetico delle musiche di stasera. Buon ascolto a tutti.

Lorenzo Falconi Die Eröffnungs - Ansprache von Mario Setti (künstlerischer Leiter der "Nuovi Eventi Musicali") vor dem Konzert
Lorenzo Falconi spielte erstmalig Schnittkes "Monolog für Viola" in Italien.
Die Aufführung wurde von Radio Rai Tre, Italiens grösstem Kultursender, aufgenommen.

Das Trio Jacqueline mit  Matteo Fossi  (weitere Konzerte)

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