Florenz
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Das Schnittke
Konzert "Nuovi Eventi Musicali" am 11. April 2001 in der
Badia
Fiesolana |
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Buonasera a tutti, benvenuti al penultimo concerto di questa
piccola stagione. Vorrei subito dire che all'entrata della sala trovate i
programmi di stasera e quelli dell'intera stagione, e anche una scatola,
per qualsiasi tipo di offerta, nel caso che il concerto sia di vostro gradimento.
Voglio dare subito queste informazioni, come dire, "di servizio", per poter
avere ora tutto il tempo e la comodità di dire due parole sul concerto
di stasera.
Un concerto forse provocatorio, eccessivo, ma sicuramente
denso e intenso, o, se preferite, come mi suggerì il Professor Luciano
Alberti mentre discutevamo assieme delle musiche di stasera, un concerto
rabbioso. Rabbioso prima di tutto perché le urgenze espressive di
questo compositore morto da pochi anni sono assolutamente predominanti e
dirette: Massimo Mila scrisse a proposito del quintetto che chiuderà
il concerto di stasera:"
una reale fantasia sonora, ancor più
che musicale, non manca mai. Questo qui è uno che ha qualcosa da dire.
Insomma, non è vero che in URSS la musica moderna sia totalmente
soffocata. Almeno finchè non apprenderemo che Schnittke è finito
in Siberia, non ci adatteremo a crederlo; e intanto ci piacerebbe che alla
sua musica si aprissero le porte dei nostri concerti.".
Non è mia intenzione introdurre ora brano per brano
il concerto, anche perché sarebbe impresa ardua, vorrei solo dare
qualche spunto, sperando che la musica faccia capire quanto troppe parole
sarebbero davvero inutili. Difficile davvero spiegare ora tutti i ripensamenti,
i dubbi, lo sforzo che è stato necessario per arrivare a stasera,
sforzo sia mio e di Martina (senza la quale mi sarei perso nelle mie indecisioni)
che di tutti i musicisti che suoneranno. Schnittke per molti di loro è
autore ormai noto e abitualmente presentato, superando tanti ostacoli, nei
loro programmi da concerto, cercando di rompere abituali indugi artistici
verso la musica contemporanea e la musica russa del novecento in generale.
Forse non è un caso che per il concerto di stasera
abbiamo ricevuto più messaggi e sostegno dall'estero che dall'Italia.
Il curatore del sito web dedicato a Schnittke, di Amburgo, Walter Fischer,
infatti, ci ha scritto queste parole:" In questi tempi, in cui la musica
classica è sempre più influenzata dal "Pop business", i direttori
artistici pensano che il pubblico possa entusiasmarsi solo per i
"Cross-Over-Events". E' quindi magnifico che ci siano dei giovani che non
vogliono partecipare alla svendita della cultura, ma che hanno le loro proprie
convinzioni e realizzano i loro sogni e progetti nella musica classica. E'
cresciuta l'attenzione per la musica di Alfred Schnittke negli ultimi anni,
in tutto il mondo. Significa che è arrivato il momento giusto di
illustrare le sue opere ad un pubblico sempre più ampio. Credo che
così, nel tempo, in tutte le sale da concerto del mondo, sarà
apprezzato il valore della musica di Schnittke: ma questo sarà possibile
soltanto con un impegno assoluto da parte di tutte le persone che amano e
suonano le sue musiche. Sono molto contento che nella cornice della stagione
di concerti "Nuovi Eventi Musicali" a Firenze, la musica di Schnittke sia
parte di un evento culturale, ed auguro a tutti i partecipanti un caloroso
successo.
Un caro saluto a Firenze, Walter Fischer".
Ma non solo: Alexander Ivashkin, grande violoncellista
dedicatario di tutte le opere da camera di Schnittke per questo strumento,
professore di storia della musica presso l'Università di Londra e
autore di una fondamentale biografia sul compositore, sempre in occasione
del concerto di stasera ci ha scritto:" Sono felicissimo di essere venuto
a conoscenza del vostro concerto, congratulazioni per un programma davvero
interessante. Ne informerò anche la signora Irina Schnittke: sono
sicuro che sarà contentissima anche lei. E' fantastico che questo
concerto dedicato alla musica di Schnittke abbia luogo a Firenze. L'Italia
era uno dei paesi preferiti da Alfred. Visitò l'Italia, per l'ultima
volta, nel 1993, in occasione del festival "Settembre Musica" di Torino.
Mi ricordo di lui mentre guardava i grandi palazzi torinesi, il cielo italiano
di un blu particolare che rendeva gioioso ogni momento del suo viaggio. Fu
sempre interessato all'Italia, a partire dal suo "Der Sonnengesang", nel
quale usa il testo del cantico delle creature di S. Francesco, fino alla
sua tarda opera "Gesualdo", dedicata alla vita di Carlo Gesualdo da Venosa,
piena delle tipiche inflessioni dolci-amare dei madrigali dello stesso Gesualdo.
C'è una piccola serenità nella drammatica
e tragica musica di Schnittke, e i suoi momenti più belli sono collegati
alla cultura italiana e alla storia della cristianità. Nutrì
sempre il sogno di creare musica per la "Commedia" di Dante, e sentì
sempre, come cantica a lui più vicina, il Purgatorio, non il Paradiso.
Amava la cultura italiana, come elemento costitutivo di una cultura della
memoria, che è così vicina alla mistura di differenti tradizioni,
stili ed elementi della sua stessa musica. Spero che agli ascoltatori di
stasera piaccia la musica di Schnittke, lui sarebbe felice di esserci, ne
sono sicuro. La sua musica parla un linguaggio universale.".
Infine, il primo brano in programma questa sera, il monologo
per viola sola, essendo in prima esecuzione in Italia ed essendo ancora
manoscritto, ci è stato gentilmente spedito dall'editore Universal
di Vienna, con grande disponibilità e gentilezza: ho deciso di farlo
vedere anche a tutti voi, affiggendone alcune copie qui intorno, che potrete
comodamente osservare durante la breve pausa fra il trio e il quartetto,
perché tramite anche solo la vista della scrittura di un compositore
si può capire qualcosa, anche senza conoscere necessariamente il
linguaggio musicale. Devo però aggiungere che anche qui da noi qualcosa
si è smosso; infatti il Professor dall'Ongaro, direttore di Radio
Rai tre, ci ha chiesto di registrare il concerto di stasera, in modo da poterlo
mandare in onda questa settimana stessa.
Un concerto quindi, in ogni suo aspetto, dedicato alla
musica e alla persona di Alfred Schnittke, così come i brani di chiusura
e di apertura sono stati dedicati da Schnittke all'amico Alfred Schlee e
alla madre Maria Vogel: di conseguenza vorrei che l'amicizia e la sofferenza
che le musiche di stasera porteranno siano presenti anche in queste mie parole,
per i musicisti che suoneranno, per tutte le persone che ci hanno aiutato
affinchè stasera musica e cultura trovassero il modo di coesistere
coerentemente.
Vorrei chiudere con delle parole di Schnittke stesso, tratte
da un'intervista a proposito del quintetto e del rapporto con la madre
dedicataria del brano, e a proposito del grave ictus che colpì il
musicista nel 1985: alla prima domanda Schnittke risponde:" Ho terminato
il quintetto nel 1976 e ci volle molto tempo per scriverlo. E' dedicato alla
memoria di mia madre, Maria Vogel. Lo iniziai nel 1972 e ricordo di aver
scritto il primo movimento molto rapidamente, poi però per tre anni
non riuscii a proseguire. Feci tanti tentativi che non mi soddisfacevano
e tutti quei materiali accumulati andavano a finire in altre opere (pensi
che il mio requiem è costruito con materiali tematici provenienti
dal quintetto). Soltanto alla fine del 1976 trovai quello che cercavo, ovvero
la continuazione del secondo movimento in forma di valzer. Non il solito
valzer, magari poetico o tragico, ma un valzer tetro e stanco, capace di
esprimere il rapporto con quell'evento dal quale era partita l'idea dell'intera
composizione. A questo punto continuare fu più facile. Il movimento
più importante doveva essere per me quello finale, a cui diedi la
forma di una passacaglia. Il tema della passacaglia viene suonato nel registro
acuto del pianoforte, mentre tutti gli altri temi inferiori sono come un'ombra.".
Mentre alla domanda sulla sua salute, Schnittke risponde:" Ho avuto un colpo
apoplettico molto grave. Sebbene fossi quasi sempre cosciente, lo ero però
solo in superficie. Ci sono venti o ventun giorni dei quali non riesco a
ricordare nulla. Era come se mi trovassi in una zona completamente buia con
solo qualche raggio di luce. Ricordo un momento particolare, con i volti
di due amici che erano venuti a trovarmi, ma tutto il resto era come un sogno;
vedevo me stesso e avevo la sensazione di avere un'altra età, di essere
bambino, e avevo molto freddo. Mi pareva di essere da qualche parte nell'estremo
nord. Avevo anche la strana sensazione di essere stato da poco in contatto
con qualcuno morto tanto tempo fa, con mia madre. ". Mi piacerebbe ora, dopo
aver letto queste parole sulla figura e sul rapporto con sua madre (rapporto
assolutamente conflittuale e rigido in seguito all'autoritarismo materno),
citare un brano da una lettera anch'essa scritta ad un genitore severo e
freddo, un brano dalla Lettera al Padre di Kafka:" Sposarsi, fondare una
famiglia, accettare tutti i figli che possano giungere, provvedere a loro
in questo mondo così poco sicuro, dar loro anche qualche direttiva,
questo è il traguardo più alto, ne sono convinto, cui può
arrivare un uomo. Il fatto che apparentemente molti lo raggiungano con
facilità non è una controprova, anzitutto perché in
realtà non sono poi in molti a riuscirvi, in secondo luogo questi
non-molti non "agiscono", lasciano semplicemente che ciò "accada";
insomma, non è certo la meta ultima, pur essendo qualcosa di grande
e di assai degno (soprattutto perché in questo campo l' "agire" e
l' "accadere" non sono nettamente divisi). Non si tratta dunque di quel
traguardo, ma solo di un avvicinarvisi da lontano, sia pur in modo dignitoso;
non è poi necessario volare fino al sole, in fondo basta strisciare
sulla terra fino a un posticino pulito dove a volte il sole appaia e ci si
possa scaldare un poco".
Non era mia intenzione, come ho già detto, spiegare
nel dettaglio e descrivere i brani di stasera, ho voluto solamente trovare
e presentare degli stimoli, dei suggerimenti per entrare in un atteggiamento
di spirito particolare, nel clima poetico delle musiche di stasera. Buon
ascolto a tutti.
Das Trio Jacqueline mit
Matteo Fossi
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Konzerte)
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